Ciao sono ivan ho trovato il tuo blog per caso, cercando le bellissime parole del sopravvissuto di Scurati. Poi mi sono messo a girare il blog e devo dire che l’ho trovato veramente interessante e per questo volevo farti i complimenti
ciao
P.S. a proposito condivido pienamente la passione per la musica(meglio se triste) e per De Andre
molte cose in comune, a parte l’età mia e l’anglofilia tua.
io spero ancora sul recupero almeno tentato del dialetto, e fabrizio aveva indicato una via.
i tuoi libri, settembre e FABRIZIO MI DICONO BENE DI TE.
Io cercavo un immagine per rappresentare la parola “sconforto” e sono finita qui. Chissà come mai tutti o quasi cominciano a leggerlo il tuo blog ogni volta che ci capitano sopra per caso :-) Proprio bello. Sai davvero scrivere.
“arrestateci tutti” (ovvero il grande Marco Travaglio) vuol dire rivendicare la libertà personale…libertà di opinione, di informazione, di decisione, senza minimamente immaginare che qualche Presidente del Consiglio possa impedirtelo…
Ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale
Ciao, ho trovato il tuo blog cercando notizie sull’erasmus a Cardiff. ho fatto domanda per settembre ma sono ancora un po’ dubbiosa..soprattutto mi spaventa il freddo e la pioggia :) tu che l’hai vissuto me lo consiglieresti?
Complimenti per il blog,mi piace tanto come scrivi.
Valentina
Ciao! Anche io come altri son finita qui cercando notizie su l’Erasmus a Cardiff! Sono ancora indecisa se partire, o no anche se ho vinto la borsa di studio ed adoro la Gran Bretagna, per motivi economici. Volevo sapere qualcosa sul costo degli alloggi soprattutto…spero potrai consigliarmi presto!
Noemi
Ciao,
ho appena terminato la lettura del tuo romanzo “Tu che te ne andrai ovunque” e l’ho trovato a dir poco straordinario, ricco di colpi di scena, con un ritmo serrato e “da brivido”! Soprattutto ho apprezzato una storia non banale su temi di estrema attualità. Grazie per averci fatto un così grande regalo e complimenti per il tuo talento! Attendo il prossimo romanzo. Giusy.
Forte e intensa la voce che hai dato al malessere che ci accompagnato in seguito alla bomba di Brindisi. Mi ha fatto sovvenire la descrizione, immensa, di Robert Mcliam Wilson in “Eureka Street” sulle ripetitive bombe che insanguivano Belfast nei Troubles nordirlandesi degli anni 80.
Te la pubblico affinchè tutti possano leggerla
“Chiaro, non era successo nulla di grave. Anche quella bomba, come ogni altra, era stata presto dimenticata. Nessun morto, nessun ferito: niente di grave quindi. Ma è proprio questo che non va: la gente era talmente stanca che non ci faceva più caso. Ma com’è possibile? Da quando in qua una bomba sotto casa non fa più parlare nessuno?
Era da molto che non mi capitava di vedere un’esplosione così da vicino, da quando mi ero trasferito in quel verde quartiere borghese. E’ strano: me n’ero dimenticato, ma poi mi era tornato tutto in mente, più in fretta di quanto io stesso desiderassi.
Che effetto fa una bomba? Bè…esplosivo, ovvio. Assordante. E agghiacciante, come quando ero piccolo e cadevo per terra, e non riuscivo a capire il perché del panico che mi chiudeva lo stomaco. Anche irreversibile, direi. Come un piatto in frantumi, un gatto preso a calci o una frase scappata di bocca. Un’infamia, fonte di caos e di disordine, ma anche, anzi soprattutto, di consapevolezza. Quando senti quel botto, quello schianto bestiale, lontano o vicino che sia, sai una cosa. Sai che da qualche parte c’è qualcuno che non se la sta passando per niente bene. La cosa più terrificante non sono le bombe, ma le vittime, esposte a un’oscena morte pubblica. Dilaniano e possiedono le proprie vittime. L’esplosione sfila via le scarpe alla gente come un genitore premuroso e la lasciva violenza della deflagrazione sbottona le camice agli uomini e solleva le gonne alle donne. Dopo l’esplosione i morti sono sparsi per terra come frutta marcia e, soprattutto, sono irrimediabilmente, impudicamente morti. Morti e basta.”
Grazie per i tuoi post, hanno la rara capacità di urlare, sconvolgere e sedurre al tempo stesso
novembre 14, 2007 at 7:51 pm
Ciao bello il tuo blog e bella la tua presentazione CHI SONO.
Ciao Giovanni
marzo 3, 2008 at 4:07 pm
Ciao sono ivan ho trovato il tuo blog per caso, cercando le bellissime parole del sopravvissuto di Scurati. Poi mi sono messo a girare il blog e devo dire che l’ho trovato veramente interessante e per questo volevo farti i complimenti
ciao
P.S. a proposito condivido pienamente la passione per la musica(meglio se triste) e per De Andre
marzo 8, 2008 at 8:37 pm
:)
maggio 20, 2008 at 10:16 pm
Ciao, ma sai che scrivi divinamente e condivido molto anche i contenuti…la penso proprio come te!! e poi anch’io adoro Fabrizio!!!
complimenti!!
Dav
p.s. sono sempre quello che ti ha scritto la mail
maggio 26, 2008 at 6:50 pm
molte cose in comune, a parte l’età mia e l’anglofilia tua.
io spero ancora sul recupero almeno tentato del dialetto, e fabrizio aveva indicato una via.
i tuoi libri, settembre e FABRIZIO MI DICONO BENE DI TE.
ciao da gianni
giugno 20, 2008 at 5:04 pm
Io cercavo un immagine per rappresentare la parola “sconforto” e sono finita qui. Chissà come mai tutti o quasi cominciano a leggerlo il tuo blog ogni volta che ci capitano sopra per caso :-) Proprio bello. Sai davvero scrivere.
luglio 9, 2008 at 4:14 pm
ila, cosè “arrestateci tutti” ???
luglio 10, 2008 at 10:09 am
“arrestateci tutti” (ovvero il grande Marco Travaglio) vuol dire rivendicare la libertà personale…libertà di opinione, di informazione, di decisione, senza minimamente immaginare che qualche Presidente del Consiglio possa impedirtelo…
Ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale
luglio 10, 2008 at 10:22 am
exactly ;-)
ottobre 10, 2008 at 8:12 pm
il tuo blog e’ delizioso, sprizza poesia da tutti i bit e i pixel
continuerò a sbirciarlo in silenzio da dietro una porta (USB)
marzo 30, 2009 at 7:19 pm
Ciao, ho trovato il tuo blog cercando notizie sull’erasmus a Cardiff. ho fatto domanda per settembre ma sono ancora un po’ dubbiosa..soprattutto mi spaventa il freddo e la pioggia :) tu che l’hai vissuto me lo consiglieresti?
Complimenti per il blog,mi piace tanto come scrivi.
Valentina
aprile 3, 2009 at 11:05 pm
Ciao! Anche io come altri son finita qui cercando notizie su l’Erasmus a Cardiff! Sono ancora indecisa se partire, o no anche se ho vinto la borsa di studio ed adoro la Gran Bretagna, per motivi economici. Volevo sapere qualcosa sul costo degli alloggi soprattutto…spero potrai consigliarmi presto!
Noemi
febbraio 16, 2010 at 12:31 pm
Ciao,
ho appena terminato la lettura del tuo romanzo “Tu che te ne andrai ovunque” e l’ho trovato a dir poco straordinario, ricco di colpi di scena, con un ritmo serrato e “da brivido”! Soprattutto ho apprezzato una storia non banale su temi di estrema attualità. Grazie per averci fatto un così grande regalo e complimenti per il tuo talento! Attendo il prossimo romanzo. Giusy.
maggio 27, 2012 at 12:34 am
Forte e intensa la voce che hai dato al malessere che ci accompagnato in seguito alla bomba di Brindisi. Mi ha fatto sovvenire la descrizione, immensa, di Robert Mcliam Wilson in “Eureka Street” sulle ripetitive bombe che insanguivano Belfast nei Troubles nordirlandesi degli anni 80.
Te la pubblico affinchè tutti possano leggerla
“Chiaro, non era successo nulla di grave. Anche quella bomba, come ogni altra, era stata presto dimenticata. Nessun morto, nessun ferito: niente di grave quindi. Ma è proprio questo che non va: la gente era talmente stanca che non ci faceva più caso. Ma com’è possibile? Da quando in qua una bomba sotto casa non fa più parlare nessuno?
Era da molto che non mi capitava di vedere un’esplosione così da vicino, da quando mi ero trasferito in quel verde quartiere borghese. E’ strano: me n’ero dimenticato, ma poi mi era tornato tutto in mente, più in fretta di quanto io stesso desiderassi.
Che effetto fa una bomba? Bè…esplosivo, ovvio. Assordante. E agghiacciante, come quando ero piccolo e cadevo per terra, e non riuscivo a capire il perché del panico che mi chiudeva lo stomaco. Anche irreversibile, direi. Come un piatto in frantumi, un gatto preso a calci o una frase scappata di bocca. Un’infamia, fonte di caos e di disordine, ma anche, anzi soprattutto, di consapevolezza. Quando senti quel botto, quello schianto bestiale, lontano o vicino che sia, sai una cosa. Sai che da qualche parte c’è qualcuno che non se la sta passando per niente bene. La cosa più terrificante non sono le bombe, ma le vittime, esposte a un’oscena morte pubblica. Dilaniano e possiedono le proprie vittime. L’esplosione sfila via le scarpe alla gente come un genitore premuroso e la lasciva violenza della deflagrazione sbottona le camice agli uomini e solleva le gonne alle donne. Dopo l’esplosione i morti sono sparsi per terra come frutta marcia e, soprattutto, sono irrimediabilmente, impudicamente morti. Morti e basta.”
Grazie per i tuoi post, hanno la rara capacità di urlare, sconvolgere e sedurre al tempo stesso
Stefano